COMUNICATO STAMPA DI MIMMA PACIFICI SEGRETARIA GENERALE CGIL REGGIO CAL - LOCRI SU " DISSESTO IDROGEOLOGICO "5 settembre 2010
Ormai da parecchi anni siamo costretti ad assistere ai disastri che le prime piogge torrenziali creano al nostro territorio. Quello che si è verificato in città non è diverso da quello che accade su tutto il territorio calabrese.Purtroppo gli ultimi fatti in ordine di tempo e di gravità, in merito al dissesto idrogeologico non hanno insegnato niente ai nostri amministratori; penso che nella mente di molti calabresi ancora è ben impresso quello che si è verificato pochi mesi fa a Maierato, dove un’intera montagna è venuta giù; quella immagine sarà difficile dimenticarla, poiché molte delle montagne che ci circondano sono simili a quella e la situazione di degrado in cui versano le nostre montagne, le strade e i nostri fiumi è ben evidente.Non bisogna essere geologo o ingegnere per vedere in quale pessimo stato vive il nostro territorio ed avere delle legittime paure.Purtroppo ormai da parecchi anni non si fa più la tanto necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, ed il risultato è visibile; non vi è paese costiero o interno che non abbia pagato un prezzo a causa di questa situazione di degrado e dissesto.In questo contesto è innegabile il contributo positivo dei lavoratori idraulici forestali.Ancora sono visibili le opere realizzate dai forestali subito dopo le alluvioni che colpirono la Calabria negli anni ‘50.Fino agli anni ‘80 con i Trentamila lavoratori forestali è stata realizzata una progettazione utile ed attenta a quelle che erano le esigenze vere del territorio.Si facevano interventi di bonifica delle aree montane, opere idrauliche negli alvei, realizzazione di buona parte dei boschi, opere di miglioramento lungo la viabilità rurale e provinciale, opere di consolidamento, ancora esistenti. Inoltre si svolgeva una prevenzione vera contro gli incendi che partiva già dal mese di maggio con le strisce taglia fuoco.In questo martoriato territorio calabrese negli ultimi dieci anni la piaga degli incendi come quella del dissesto idrogeologico è tanto diffusa quanto lasciata a se stessa in tema di prevenzione.Per la gestione del nostro patrimonio forestale e per la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio non sono più sufficienti i novemila addetti attuali, questa non può essere considerata una categoria ad esaurimento.Per non assistere ancora una volta a disastri, ritengo che in questa regione sarebbe opportuno avviare un piano straordinario per il lavoro nel settore della salvaguardia ambientale e della forestazione.Per queste ragioni serve da subito un tavolo di confronto con il governo regionale per avviare un’efficace programmazione regionale per la prevenzione e messa in sicurezza del territorio.Reggio Calabria 04.09.2010
Il segretario generale della CGIL Reggio Cal.-LocriMIMMA PACIFICI
Ormai da parecchi anni siamo costretti ad assistere ai disastri che le prime piogge torrenziali creano al nostro territorio. Quello che si è verificato in città non è diverso da quello che accade su tutto il territorio calabrese.Purtroppo gli ultimi fatti in ordine di tempo e di gravità, in merito al dissesto idrogeologico non hanno insegnato niente ai nostri amministratori; penso che nella mente di molti calabresi ancora è ben impresso quello che si è verificato pochi mesi fa a Maierato, dove un’intera montagna è venuta giù; quella immagine sarà difficile dimenticarla, poiché molte delle montagne che ci circondano sono simili a quella e la situazione di degrado in cui versano le nostre montagne, le strade e i nostri fiumi è ben evidente.Non bisogna essere geologo o ingegnere per vedere in quale pessimo stato vive il nostro territorio ed avere delle legittime paure.Purtroppo ormai da parecchi anni non si fa più la tanto necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, ed il risultato è visibile; non vi è paese costiero o interno che non abbia pagato un prezzo a causa di questa situazione di degrado e dissesto.In questo contesto è innegabile il contributo positivo dei lavoratori idraulici forestali.Ancora sono visibili le opere realizzate dai forestali subito dopo le alluvioni che colpirono la Calabria negli anni ‘50.Fino agli anni ‘80 con i Trentamila lavoratori forestali è stata realizzata una progettazione utile ed attenta a quelle che erano le esigenze vere del territorio.Si facevano interventi di bonifica delle aree montane, opere idrauliche negli alvei, realizzazione di buona parte dei boschi, opere di miglioramento lungo la viabilità rurale e provinciale, opere di consolidamento, ancora esistenti. Inoltre si svolgeva una prevenzione vera contro gli incendi che partiva già dal mese di maggio con le strisce taglia fuoco.In questo martoriato territorio calabrese negli ultimi dieci anni la piaga degli incendi come quella del dissesto idrogeologico è tanto diffusa quanto lasciata a se stessa in tema di prevenzione.Per la gestione del nostro patrimonio forestale e per la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio non sono più sufficienti i novemila addetti attuali, questa non può essere considerata una categoria ad esaurimento.Per non assistere ancora una volta a disastri, ritengo che in questa regione sarebbe opportuno avviare un piano straordinario per il lavoro nel settore della salvaguardia ambientale e della forestazione.Per queste ragioni serve da subito un tavolo di confronto con il governo regionale per avviare un’efficace programmazione regionale per la prevenzione e messa in sicurezza del territorio.Reggio Calabria 04.09.2010
Il segretario generale della CGIL Reggio Cal.-LocriMIMMA PACIFICI
Nessun commento:
Posta un commento