Giuliano PisapiaGli amici delle banche non stanno solo a Roma, nel governo tecnico, ma anche a Milano, nell’amministrazione comunale targata  Pisapia. Sulle cronache di oggi è riportata la notizia della condanna in primo grado di quattro istituti di credito per la truffa sui derivati ai danni del Comune di Milano. Una vicenda giudiziaria che si protrae dal 17 marzo 2010, data del rinvio a giudizio, e che verosimilmente avrà termine soltanto dopo tutti e tre i gradi di giudizio. Intanto, però, gli organi di informazione omettono di ricordare un dettaglio importante: ad aprile 2012 il Comune di Milano ha rinunciato a costituirsi parte civile, quindi ad un cospicuo risarcimento da parte degli istituti di credito condannati.
Per tracciare un bilancio definitivo bisognerà aspettare tutti e tre i gradi di giudizio, ma la sentenza di primo grado sembra proprio dare ragione ai consiglieri comunali dell’opposizione, su tutti l’attuale capogruppo della Lega Nord Alessandro Morelli, che in lunghe e dibattute sedute di Consiglio svoltesi a febbraio e marzo avevano più volte sconsigliato la giunta ad accordarsi con le banche.
In effetti l’accordo è stato accettato in fretta e furia dagli istituti di credito, che evidentemente prevedevano un esito negativo del processo penale. In cambio della rinuncia a essere parte civile, il Comune ha ottenuto l’estinzione sul mercato del derivato sui tassi d’interesse sottoscritto nel 2005. Questo ha permesso alla giunta comunale di Comune di contabilizzare entrate per 455 milioni di euro, di cui 40 disponibili per la parte corrente del Bilancio 2012.
Un guadagno? No, anzi.
Oggi le quattro banche Depfa Bank, Deutsche Bank, Jp Morgan e Ubs sono state condannate a una multa di un milione di euro ciascuna ed hanno subito la confisca di 88 milioni di euro in totale come profitto dei reati: 23.960.433 euro per Depfa Bank; 24.342.232 euro per Deutsche Bank; 24.785.301 euro per Jp Morgan e 16.584.669 euro per Ubs. Condannati anche nove imputati: Marco Santarcangelo e Antonia Creanza a 8 mesi e 15 giorni di carcere e a 90 euro di multa ciascuno; Tommaso Zibordi a 7 mesi e 15 giorni e a 80 euro di multa; Gaetano Bassolino a 7 mesi e 70 euro di multa; Carlo Arosio, William Francis Marrone, Fulvio Molvetti e Matteo Stassano a 6 mesi e 15 giorni e 60 euro di multa, Alessandro Foti a 6 mesi e 50 euro di multa.
Manca il risarcimento al Comune di Milano, con conseguente danno erariale. Ma soprattutto, gli istituti di credito condannati potranno continuare ad avere rapporti con le amministrazioni pubbliche italiane. Sappiamo chi ringraziare per questo.