I dettagli dell'accordo Pdl-Lega. Silvio non si candida
premier
Maroni, Calderoli, Giorgetti e Gibelli per il Carroccio. Romani e Casero per il Cavaliere. Nel vertice di giovedì è stata raggiunta l'intesa tra Lega e Pdl. Il Centrodestra non indicherà nessun premier in campagna elettorale. In caso di vittoria, comunque, Berlusconi non sarà il capo del governo. Bocciata l'ipotesi Passera avanzata da Tosi e sostenuta da Galan
Accordo sul programma. Il Pdl accetta la proposta di tenere sul territorio il 75% delle tasse prodotte dalle singole regioni. Ma varrà solo per il Nord e quindi via libera al federalismo a geometria variabile sul modello spagnolo. Infine pieno sostegno all'ex ministro dell'Interno candidato alla guida della Lombardia
Venerdì, 4 gennaio 2013 - 10:59:00

L'ufficializzazione arriverà solo dopo il summit tra Maroni e Berlusconi, ma l'accordo tra il Pdl e la Lega è stato raggiunto nel vertice di giovedì, quando attorno al tavolo si sono seduti il segretario del Carroccio, Calderoli, Giorgetti, Gibelli, Romani e Casero (questi ultimi due stanno proprio seguende per conto del Cavaliere l'intesa al Nord). Berlusconi sarà il capo della coalizione ma in caso di vittoria alle elezioni del 24-25 febbraio non sarà presidente del Consiglio. Questo è il punto chiave dell'alleanza. Non verrà fatto alcun nome per il ruolo di premier, dato che la legge elettorale non obbliga l'indicazione. E perciò la Lega andrà avanti con la sponsorizzazione di Tosi e poi si vedrà dopo il voto. Lo stesso sindaco di Verona aveva ipotizzato che Passerapotesse essere il candidato a Palazzo Chigi del Centrodestra - idea rilanciata anche da Galan - ma una fonte vicinissima al Cavaliere e che sta seguende passo dopo passo gli sviluppi delle trattative ha spiegato ad Affaritaliani.it che "si tratta di posizioni puramente personali. L'ipotesi Passera premier non esiste e non è mai esistita".
Nessuna indicazione del premier, dunque, e solo in caso di successo si vedrà chi ricoprirà il ruolo di capo del governo. Ma certamente non Berlusconi. L'intesa tra Pdl e Lega è soprattutto sul programma. Il Cavaliere ha accettato la proposta del Carroccio di tenere sul territorio il 75% delle tasse prodotte da ogni regione, anche se si arriverà soltanto gradualmente e quindi non immediatamente a questo regime di federalismo fiscale. Non solo.Al Nord si applicherà completamente mentre nel resto d'Italia la situazione resterà più o meno quella attuale, con una sorta di federalismo a geometria variabile sul modello spagnolo. Garantita comunque la perequazione nazionale. Punto sul quale anche la Lega non ha avuto nulla da dire. Il rinato accordo nel Centrodestra spiana ovviamente la strada a Maroni candidato unico della coalizione in Lombardia, contro Ambrosoli e Albertini.
Nessuna indicazione del premier, dunque, e solo in caso di successo si vedrà chi ricoprirà il ruolo di capo del governo. Ma certamente non Berlusconi. L'intesa tra Pdl e Lega è soprattutto sul programma. Il Cavaliere ha accettato la proposta del Carroccio di tenere sul territorio il 75% delle tasse prodotte da ogni regione, anche se si arriverà soltanto gradualmente e quindi non immediatamente a questo regime di federalismo fiscale. Non solo.Al Nord si applicherà completamente mentre nel resto d'Italia la situazione resterà più o meno quella attuale, con una sorta di federalismo a geometria variabile sul modello spagnolo. Garantita comunque la perequazione nazionale. Punto sul quale anche la Lega non ha avuto nulla da dire. Il rinato accordo nel Centrodestra spiana ovviamente la strada a Maroni candidato unico della coalizione in Lombardia, contro Ambrosoli e Albertini.
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