lunedì 17 giugno 2013

Quando il Fisco manda pizzini, La moral suasion che sa di 


ricatto

Lunedì, 17 giugno 2013 - 08:47:00
di Guido Beltrame
I soldi per spedire a casa dei pensionati i “Cud” non ci sono più, a causa della “spending review”; ma poi, nonostante la spending review, lo Stato trova i soldi per mandare decine di migliaia di lettere ad altrettanti contribuenti e invitarli, con un tono a metà tra il paterno e il minaccioso, a ravvedersi di eventuali omissioni commesse nella dichiarazione dei redditi 2012. Due pesi e due misure, anche nell’austerity… Di che si tratta? La chiamano moral suasion. Sono appunto le migliaia di lettere che stanno arrivando ai contribuenti in questi giorni per segnalare loro che, in base alle informazioni di spesa in possesso dell’amministrazione finanziaria, il contribuente destinatario della missiva non risulta avere un reddito dichiarato “in linea” con le spese sostenute. I contribuenti vengono pertanto “invitati” a prestare attenzione al reddito dichiarato ed eventualmente provvedere, attraverso il ravvedimento operoso, ad innalzare il loro reddito per adeguarsi.
Due sono i passaggi che più fanno riflettere nella lettera del fisco (precisamente dell’Agenzia delle Entrate, ma non è il caso di personalizzare: sono le leggi e i regolamento che fanno indignare, e quelle le scrive il Parlamento).  Il primo: “Le suggeriamo di considerare con attenzione questa comunicazione anche al fine dell’opportunità di ravvedimento, in relazione alla dichiarazione dei redditi 2012…”: il tono non sembra molto conciliante e collaborativo, quanto piuttosto insinuante e vessatorio alla faccia dei tanto decantati rapporti di collaborazione tra fisco e contribuenti, ancora una volta sembra più il tono del sovrano e dello schiavo… Il secondo: “Nel caso in cui lo ritenesse necessario, può segnalare eventuali errori contenuti nel prospetto inviando una mail…. oppure rivolgendosi ai centri di assistenza multicanale”. Questo significa che l’amministrazione sa che ci possono essere degli errori ma prima di minacciare i contribuenti non effettua alcun controllo, che sia lo schiavo contribuente a dover impiegare tempo ed energie per correggere gli errori del sovrano!
E così il pensionato che ha trasferito i risparmi di una vita da un conto corrente a una polizza assicurativa riceve la lettera perché, per il fisco non può permettersi una polizza; ma non vedono che i soldi arrivano da un conto corrente dove si sono accumulati i risparmi!?! Oppure quei contribuenti che non devono dichiarare i redditi percepiti perché non previsto dalla normativa non possono sostenere spese, qualsiasi spesa sarebbe incompatibile con il fatto che non hanno reddito da dichiarare… hanno trovato un termine inglese per definire questo comportamento: moral suasion, in italiano il termine sarebbe stato un po’ più brutale. E così da un lato l’Inps invocando la spendig review ha smesso di spedire i cud ai pensionati causando un mare di difficoltà, dall’altro vengono inviate decine di migliaia di lettere che, probabilmente, non sortiranno significativi effetti benefici per le casse dello Stato anzi contribuiranno ancora di più ad aumentare le spese e incidere negativamente sul rapporto di fiducia ormai spezzato tra contribuente e fisco.

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