il Senatore Antonio Stefano Caridi del PDL interviene in aula al senato su temi sensibili inerenti la tassazione sulla prima casa , contenimento costi della politica , rifinanziamento ammortizzatori sociali in deroga !
Il mio breve intervento vuole esprimere un compiacimento di fondo sui contenuti del decreto-legge quale primo segnale di risposta del Governo al popolo italiano su temi sensibili quali la tassazione sulla casa e il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga oltre che sul fronte del contenimento dei costi della politica, più volte richiamato in questa Aula, concretizzato all’art.3 con la riduzione del trattamento economico per gli incarichi di Governo. Voglio rivolgere un invito al Governo affinchè si arrivi nei tempi previsti alle decisioni definitive e importanti sulla eliminazione dell’IMU sulla prima casa per le abitazioni principali, ad esclusione di quelle di lusso, e non per argomentazioni di natura politica ma solo per alleviare le numerose famiglie italiane dei tanti sacrifici che hanno fatto - e continuano a fare- per costruire o acquistare la prima, e spesso l'unica, abitazione. La prima casa è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del proprio futuro. L’IMU ha indotto preoccupazione nelle famiglie italiane, ansia, timore nel futuro; ha fatto precipitare il valore degli immobili ed ha abbattuto gli investimenti nel settore immobiliare; ha dimezzato i mutui erogati alle famiglie nell’ultimo anno; ha ridotto di un quarto in un solo anno le compravendite di abitazioni. Ne è conseguito un crollo per le costruzioni residenziali che ha comportato analoga crisi per altri importanti settori come quelli dei mobili, degli arredi, delle ceramiche. Si sono così trovati senza lavoro muratori, artigiani, fabbri, elettricisti, falegnami. Pur consapevole degli sforzi governativi per trovare copertura finanziaria al provvedimento, giova ricordare che aggredire una spesa pubblica sovradimensionata rispetto alla qualità dei servizi offerti può consentire il reperimento di importanti risorse per garantire l’abolizione dell’IMU nell’ambito della complessiva riforma della disciplina fiscale sul patrimonio immobiliare. Riforma che potrebbe prevedere per gli immobili sottoposti al pagamento dell’IMU, ad esclusione -come detto- delle abitazioni principali, l’applicazione di costi proporzionali alla migliore classe energetica dell’immobile: per cui, chi consuma ed inquina meno avrà minori costi di tassazione. Sarebbe auspicabile anche prevedere misure in sostegno dell’invenduto delle imprese che operano nel comparto dell'edilizia, anche al fine di sostenere un settore vitale per la nostra economia ed evitare che si scarichino i costi sul consumatore finale. In relazione al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, che si aggiunge alla legge 92/2012, si pongono ulteriori ed aggiuntivi quesiti sulle possibili modifiche alle disposizioni vigenti e sulla possibilità che si aggravi ulteriormente la situazione occupazionale del Paese senza che si trovi soluzione alle numerose crisi industriali e lavorative cui soffrono ampie parti del nostro territorio. E’ a tutti evidente, infatti, la gravissima situazione di allarme che si sta generando in Italia, per i lavoratori delle piccole imprese, con riflessi sulla stessa tenuta della coesione sociale, legata al rischio ricorrente di licenziamenti. E’ necessario, a tal fine, imprimere un più attento monitoraggio e un controllo in itinere della spesa da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale ed azionare ogni iniziativa per rispondere alle esigenze dei cittadini bisognosi utilizzando criteri maggiormente selettivi per le relative erogazioni. Il dato che viene in considerazione attiene alle ingenti somme investite e ripartite tra interventi comunitari, nazionali e regionali senza con ciò addivenire ad una ripresa dell'economia e dell'occupazione reale e duratura in favore delle imprese e della salvaguardia del tessuto occupazionale. Né può essere una soluzione quella di spostare sulle imprese la necessità di arrivare al pareggio del bilancio previdenziale, elevando l’età della pensione; è invece auspicabile l’avvio di un confronto serrato per affrontare e risolvere il problema del lavoro, ormai drammatica emergenza sociale. Lo sforzo del Governo, dunque, deve essere quello di non trovarsi impreparati di fronte a future misure di contrasto al disagio occupazionale nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e, ancor di più, dei lavoratori di questo Paese.
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