Discussione in Aula a Palazzo Madama - Senato della Repubblica
06 agosto 2013
Intervento del Senatore Antonio Stefano Caridi
Disegno di legge 974: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia.
Il Governo Letta, al quale abbiamo dato la fiducia, è nato con l’obiettivo prioritario e fondamentale di offrire immediate e risolutive risposte a partire dalla drammatica crisi economica e sociale che il Paese viveva - e vive- quotidianamente.
Si intende allora che l’approvazione del disegno di legge n. 974 riveste un’importanza notevole sia sotto il profilo economico che sotto il profilo politico.
E’ chiaro che doversi confrontare con il provvedimento nei tempi e nei modi con il quale siamo arrivati a parlarne oggi in questa aula suscita qualche difficoltà.
Lo dico con franchezza così come la schiettezza delle richieste che mi giungono giornalmente non solo dalla mia terra, la Calabria, che ha bisogno di ulteriori e più incisive risposte, ma anche da ogni parte del nostro Paese e che non possono indurmi al silenzio.
I gridi di allarme che arrivano dal territorio, dalle organizzazioni di rappresentanza, dalle istituzioni pubbliche e private, dai tantissimi Sindaci e rappresentanti delle Istituzioni devono scuotere la nostra coscienza e rafforzare la consapevolezza di essere uomini politici impegnati nelle istituzioni a servizio del popolo.
In quest’ottica non esistono barriere politiche o partitiche e in quest’Aula deve primeggiare non la polemica sterile ma la capacità di realizzare azioni per tornare a far crescere questo glorioso Paese!
Il Parlamento non deve essere un “tappo” per le decisioni che il Governo assume, né può rappresentare il terminale di scelte calate dall’alto: deve essere il luogo degli italiani, senza distinzione, dove possiamo portare le istanze dei nostri territori, delle migliaia di cittadini che mi hanno espresso il consenso accompagnando la mia storia politica fino ad oggi
Nel provvedimento ci sono alcune positività che vanno nella giusta direzione, sono stati approvati solo alcuni emendamenti significativi per imprese, infrastrutture e in materia di semplificazione amministrativa, fiscale e di giustizia ma serve più rapidità e maggiore determinazione nell’affrontare le difficoltà delle popolazioni italiane.
Particolare attenzione rivestono le azioni promosse per il rilancio delle infrastrutture quali lo sblocco dei cantieri e il fondo per i piccoli Comuni, le semplificazioni in materia edilizia e di DURC.
Sul fronte del credito, però, nonostante le ingenti risorse messe a disposizione per le piccole e medie imprese temo si dà risposta ad una parte dei problemi.
La maggior parte delle imprese di oggi, più che effettuare nuovi investimenti hanno necessità di consolidare le loro passività e il sistema bancario non sostiene adeguatamente il tessuto produttivo italiano. Diciamolo con chiarezza: a fronte degli aiuti che lo Stato elargisce alle banche in difficoltà, gli istituti di credito si girano dall’altra parte quando gli imprenditori e gli artigiani si rivolgono loro per chiedere aiuto! E’ una situazione insostenibile per la quale bisogna intervenire sugli istituti bancari e sulle associazioni che le rappresentano.
Una riflessione a parte meritano, secondo me, la azioni a tutela del cittadino consumatore. La crisi di oggi, infatti, è sempre più la crisi dei consumi: ogni mese chiudono migliaia di negozi e falliscono numerose attività commerciali. I consumatori, le famiglie, vista la riduzione della capacità di acquisto subìta in questi anni stentano a fare nuovi acquisti e stanno riscoprendo varie forme di solidarietà anche familiare. In tutto questo è prevedibile pensare ad un aumento della capacità di entrate delle famiglie? Direi di no, stando ai dati crescenti sulla disoccupazione o alle misure di contenimento della spesa. Allora, bisogna agire sulla riduzione dei costi in favore dei consumatori. Paghiamo già il prezzo della mancata concorrenza dai servizi pubblici alle assicurazioni, dai trasporti ai servizi bancari, e le tariffe che pagano gli utenti sono in costante aumento. Prevediamo delle notevoli riduzioni per le tariffe in favore di fasce di utenti: per i pensionati, per le famiglie numerose o per le giovani coppie. Scegliamo da dove cominciare ma facciamolo!
Infine, sulle norme contenute nel “pacchetto giustizia” si affrontano parzialmente alcune questioni che riguardano la velocizzazione dei procedimenti pendenti con l’inserimento di nuove figure, il nuovo ricorso alla mediazione obbligatoria e ad altre azioni ma è arrivato ormai il momento di organizzare una rivisitazione più ampia. Da una giustizia efficace ed efficiente si genera economia.
Gli eventi delle ultime ore indicano ormai la linea da seguire che è quella della rottura dei vecchi schemi e la discontinuità con il passato. Non possiamo far più finta che non succede nulla per salvaguardare il futuro di un Governo:oggi è in discussione il futuro e la democrazia del nostro Paese.
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