martedì 4 novembre 2014

Moncler nella bufera dopo il servizio di Report. Oche spiumate vive, norme UE violate, costi di produzione bassissimi a causa della delocalizzazione nell'est Europa. L'azienda si difende, ma gli italiani sono indignati

 

Moncler nell’occhio del ciclone. L’azienda tessile specializzata nella produzione di piumini e cappotti venduti sul mercato a prezzi da capogiro rischia di pagare a caro prezzo l’inchiesta di Sabrina Giannini mandata in onda ieri sera da Report.
Il programma di Milena Gabanelli fa delle accuse pesantissime: le piume utilizzate per la creazione dei prodotti non sarebbero solo di oca, ma anche di altre specie di uccelli, anatre in primis. Come se ciò non bastasse gli animali verrebbero spiumati vivi fino a quattro volte l’anno, andando quindi incontro ad atroci sofferenze.
Il servizio ha indignato tutto il Paese e sono moltissime le persone oggi che, attraverso i vari social network, promettono di non acquistare mai più un piumino dell’azienda.
Il danno d’immagine è pesantissimo e le ripercussioni economiche rischiano di essere ancora più gravi. Anche Piazza Affari ha infatti reagito (e pure parecchio male) alle immagini trasmesse ieri sera e il titolo Moncler cede attualmente il 3,89% a 10,63%.
L’inchiesta di Report
L’inchiesta di Sabrina Giannini prende avvio proprio delle piume d’oca che rappresentano la classica imbottitura del piumino Moncler, sinonimo di calore, leggerezza e alta qualità.
Per ottenere tali piume però, non si utilizzerebbero solo le oche, ma anche altre specie di uccelli, come le anatre, che però possiedono un piumaggio considerato di qualità inferiore.
Secondo il servizio di Report, sarebbe l’Ungheria il Paese europeo con più allevamenti di oche. Ed è proprio in questi allevamenti che i poveri animali verrebbero spiumati vivi, fino a quattro volte l’anno. Nonostante le oche siano soggette a una muta stagionale, la quantità di piumaggio raccolto in questi casi non sarebbe sufficiente. I produttori preferiscono quindi prelevare le piume direttamente dall’animale contravvenendo alla legge europea secondo la quale il piumaggio deve essere raccolto mediante un’operazione chiamata pettinatura e che garantisce la salute dei volatili e la totale assenza di sofferenze.
In Ungheria sembra però che questa norma venga del tutto ignorata. Le piume vengono strappate dalle oche vive, provocando ferite che vengono in seguito suturate con ago e filo. Una volta ricresciute, si procede a un’altra spiumatura e via dicendo.
Moncler e le piume d’oca
Report però non si ferma qui e va avanti fino al prodotto finito. Le piume prodotte dagli allevamenti siti nell’est Europa non possono essere tracciate: il che implica che nessuno potrà mai sapere se all’interno di un piumino ci siano solo piume d’oca o se il prodotto sia stato ottenuto mediante la pettinatura oppure no.
A questo punto si arriva a Moncler. L’azienda di proprietà dell’imprenditore Remo Ruffini nel corso degli ultimi anni ha infatti delocalizzato la produzione dei piumini dall’Italia all’est Europa, Romania in particolare, ma anche Armenia e Transnistria ( uno Stato auto-proclamato appartenente Moldavia, non riconosciuto dalle Nazioni Unite).
Il motivo di questa decisione è palese: in questi Paesi la produzione costa pochissimo.
I terzisti
Dagli allevamenti si passa ai terzisti. Cosa sono? Le società che si occupano dell’assemblaggio dei prodotti per conto dei grandi marchi italiani. Tra questi, ovviamente, figura anche Moncler.
Secondo i dati riportati da Report, l’azienda di Ruffini pagherebbe ai terzisti tra i 30 e i 45 euro per il prodotto finito. Il piumino viene poi messo in vendita a un prezzo che supera i 1.200 euro.
L’indignazione del Web
Il servizio ha mandato su tutte le furie i telespettatori e su Twitter circola già l’hashtag "#boicottaMoncler", mentre su Facebook la pagina ufficiale della società è stata letteralmente presa d’assalto da utenti imbufaliti che scrivono parole di fuoco contro il famoso marchio del lusso.
Il comunicato di Moncler
Ma l’azienda non ci sta e replica sul proprio sito internet alle accuse arrivate in seguito al servizio di Report:
Moncler utilizza solo piuma di alta qualità, acquistata da fornitori obbligati contrattualmente a garantire il rispetto dei principi a tutela degli animali, come riportato dal nostro Codice Etico, al punto 6.4. L’associazione del nome Moncler a pratiche illegali e vietate dal nostro Codice Etico, è impropria. I nostri fornitori di piuma sono tutti basati in Italia, Francia e Nord America.
La reazione della borsa
Nel frattempo reagiscono pure gli investitori di Piazza Affari. Il titolo perde infatti il 3,89% a 10,63 euro. 
Secondo gli analisti, ad incidere sulla prestazione, oltre all’inchiesta di Report, anche il giudizio di Exane Bnp Paribas che, stimando un rallentamento nelle vendite nel II semestre 2014, ha ridotto da 11 a 10,8 euro il prezzo obiettivo

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